LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

La contrattazione collettiva comprende il complesso delle discipline che regolano il rapporto di agenzia e rappresentanza, ad integrazione e complemento delle norme contenute nel codice civile.

Il primo accordo economico collettivo per gli agenti e rappresentanti di commercio italiani ha visto la luce il 30 giugno 1938, che ha abrogato il precedente, assolutamente inadeguato, del 25 maggio 1935, e, tra l'altro, ha istituito l'ENASARCO ed il fondo risoluzione rapporto.

E' un documento di estrema importanza, non solo per il suo valore storico, ma, soprattutto perchè le norme contenute in quel primo accordo, che, hanno valore di legge cogente ed inderogabile, sono, nelle sue linee portanti, valide a tutt'oggi, non essendo mai state abrogate.

Gli accordi economici collettivi (A.E.C.) che si sono succeduti nel tempo sono, in sostanza, modifiche di quello del 30 giugno 1938, che è rimasta unitaria per 18 anni.

Il 20 giugno 1956 venne stipulato un A.E.C. specifico per gli agenti operanti a favore delle aziende industriali, recepito "erga omnes" con il D.P.R. 16 gennaio 1961 n. 145, e, il 13 ottobre 1958 venne stipulato l'A.E.C. per agenti operanti a favore di aziende commerciali, anche questo reso valido "erga omnes" con D.P.R. 26 dicembre 1960 n. 1842.

Questo il panorama della disciplina collettiva avente valore di legge.

Gli accordi stipulati successivamente hanno un valore privatistico, cioè esplicano la loro efficacia quando sono espressamente richiamati nei contratti individuali di agenzia e quando l'agente e la ditta mandante sono iscritti ad una delle organizzazioni sindacali stipulanti.

Una svolta qualitativa importante è stata data alla contrattazione collettiva con gli A.E.C. 18 dicembre 1974 (industria) e 18 febbraio 1975 (commercio), che, prendendo atto della significativa giurisprudenza venutasi a formare negli ultimi anni, hanno dato agli accordi una forma più organica e completa, quella forma che è la struttura di base sulla quale si lavora a tutt'oggi e che costituisce il canovaccio degli ultimi, del26 febbraio 2002 (commercio) e 20 marzo 2002 (industria).

Le modifiche del codice civile, introdotte per l'unificazione della disciplina del contratto di agenzia nella Comunità  Europea, a più¹ riprese dal settembre 1991 ad oggi, hanno condizionato,a loro volta, la stipula degli A.E.C., che hanno visto una battuta d'arresto tecnica, con i cosiddetti "accordi ponte" finalizzati a dare una disciplina organica e non contraddittoria alle indennità di fine rapporto, in relazione alla profonda innovazione del novellato art. 1751 del codice civile.

Questo problema è stato una vera palla al piede per il rinnovo degli A.E.C., tant'è che gli accordi del 1989 sono stati in vigore per ben 13 anni, al posto dei 3 canonici.

CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E AGENTI CAP

I Consorzi Agrari non hanno mai voluto riconoscere la contrattazione collettiva, sostenendo che, per la loro atipicità  e per la loro indipendenza, non aderivano ad alcuna delle associazioni sindacali (Confindustria, Confcommercio, Confcooperative, Intersind, Confapi, ecc.) firmatarie degli A.E.C..

Rifiutando la disciplina collettiva, veniva data importanza unicamente ai contratti individuali, che, in realtà , erano sostanzialmente simili su tutto il territorio nazionale, e, in qualche modo, si richiamavano, sia pure con qualche anno di ritardo, alle norme collettive.

L'unificazione della contrattazione è stata frutto di rilevanti battaglie sindacali, fatte dai sindacati provinciali che, con la consulenza tecnica dell'"Ufficio contratti" in seno all'ANSACAP, discutevano a livello locale il "contratto-tipo" individuale, che diventava, in questo modo, un vero e proprio contratto collettivo.

L'assurda situazione venutasi a creare, che determinava uno sforzo contrattuale esagerato da entrambe le parti ed una conflittualità  permanente, portò ad una svolta epocale in data 30 luglio 1986, quando venne stipulato il primo accordo collettivo (la parola "economico" non venne inserita per una sorta di pudore formale) valido per gli agenti e rappresentanti con e senza deposito operanti a favore dei Consorzi Agrari Provinciali ed Interprovinciali.

Fu il coronamento di un lavoro tenace durato almeno undici anni, che sanciva anche una definizione corretta della figura professionale del rappresentante C.A.P.: all'art. 1 si chiariva finalmente che:

E' agente di commercio chi è incaricato stabilmente da un Consorzio di promuovere la conclusione di contratti in una zona determinata.

E' rappresentante di commercio chi è incaricato stabilmente da un Consorzio di concludere affari in una determinata zona.

E' rappresentante con deposito chi è anche incaricato stabilmente di custodire le merci e i prodotti di un Consorzio per la consegna ai clienti di una determinata zona in esecuzione degli affari da lui conclusi.

Veniva anche precisato che:

All'agente possono essere affidati dal Consorzio incarichi connessi alla gestione di ammasso od altre attività , anche assicurative, esercitate dal Consorzio. In tal caso l'attribuzione degli incarichi costituirà  oggetto di particolari intese al di fuori del presente accordo.

L'accordo definiva, e definisce, quindi, la natura del contratto e la professionalità  dell'agente, con o senza rappresentanza, individuando le caratteristiche dell'attività , la natura del contratto di deposito dei prodotti da consegnare ai clienti e la diversa natura del contratto di deposito per l'ammasso dei cereali, o del rapporto di sub-agenzia assicurativa, o di altre attività .

Il 21 dicembre 1993 l'accordo è stato rinnovato ed adeguato alle discipline correnti, prendendo atto anche delle modifiche nel frattempo intervenute nel codice civile.

In data 8 maggio 2001 è stato sottoscritto il secondo aggiornamento.

Visto che gli accordi dell'industria e del commercio erano in discussione da anni e ci si aspettava il rinnovo a breve, con apposite note a verbale vennero mantenute sospese alcune discipline, per verificare quali soluzioni sarebbero state date dalla disciplina generale.

Conclusi, nel febbraio e marzo dell'anno successivo le trattative degli A.E.C. di industria e commercio, in data 4 dicembre 2003 le parti (A.N.S.A.C.A.P. per gli agenti e ASSOCAP per i Consorzi Agrari) hanno sciolto le riserve e completato i punti sospesi.

La contrattazione ha subìto una battuta d'arresto, anche in considerazione della rivoluzione attuata alle norme del codice civile sul rapporto di agenzia, a seguito dell'applicazione della direttiva CEE.

Nel settore industria e commercio è stata data una soluzione provvisoria, per il contemperamento delle norme storiche con le novazioni legislative, decisamente rivoluzionarie, con la stipulazione degli "accordi ponte".

Anche per gli accordi economici collettivi degli agenti dei consorzi agrari è intervenuta una battuta d'arresto, fonchè, dopo molte sofferenze, si è arrivati alla conclusiopne dell'accordo economico collettivo del 3 aprile 2009, nel quale trovano soluzione le nuove discipline civilistiche, già inserite negli "accordi ponte".

L'A.E.C. del 3 aprile 2009 è scaduto il 31 dicembre 2013 ed è stato tempestivamente rinnovato il 23 gennaio 2014, con efficacia dal 1 gennaio 2014, nel testo attuale, ricavabile cliccando sul "link" sottoriportato.


Link ad articoli stampabili

* A.E.C. 23 Gennaio 2014 per gli Agenti dei consorzi agrari con le firme (.pdf)
* A.E.C. 23 Gennaio 2014 per gli Agenti dei consorzi agrari (.pdf)
* A.E.C. 16 Febbraio 2009 per agenti operanti a favore di aziende commerciali (.pdf)
* A.E.C. degli agenti CAP 3 Aprile 2009 (.pdf)
* A.E.C. 20 marzo 2002 per agenti operanti a favore di aziende industriali e cooperative (.pdf)
* A.E.C. 26 febbraio 2002 per agenti operanti a favore di aziende commerciali (.pdf)
* A.E.C. agenti CAP 8 maggio 2001, integrato con le modifiche apportate il 4dicembre 2003 (.pdf)
* A.E.C. agenti CAP 21 dicembre 1993 (.pdf)
* A.E.C. agenti CAP 30 luglio 1986 (.pdf)